| Le origini di Ficarra si perdono nel tempo. Nelle località di “Pallisa e Strummo” non è difficile imbattersi in piccoli frammenti di terracotta del periodo greco. Le prime notizie dell’esistenza di Ficarra risalgono al 1092 documentate in un diploma del conte normanno Ruggero. Alcuni dicono che al paese sia stato attribuito il nome di Ficarra anzi antecedentemente di “Ficara” in riferimento alle molte piante di fico che crescevano sul suo territorio. Altri affermano che il nome di Ficarra abbia avuto origine dall’aggettivo arabo Fakhar che significa glorioso. L’abitato è caratterizzato da tre emergenze architettoniche: la fortezza carceraria, la Chiesa Madre, e i resti del Convento Francescano (meglio conosciuto come il Convento dei cento archi) utilizzato come auditorium e museo dell’arenaria a cielo aperto. Il tessuto urbano è composto da vicoli medievali che si intrecciano con strade asfaltate, palazzi di nobili origini ed edifici di recente costruzione, senza tuttavia compromettere l’integrità dell’antico tessuto urbano che ancora oggi conserva la sua antica tipologia e bellezza. Oggi Ficarra, piccolo centro della provincia di Messina, con i suoi 1800 abitanti si colloca per consistenza demografica nella vasta area dei comuni al di sotto dei 5000 abitanti che costituiscono l’80% di quelli della provincia di Messina. Il centro abitato si trova a circa 450 m sul livello del mare e l’andamento altimetrico oscilla fra i 65 m e 850 m. Il territorio comunale ha una superficie di 1862 ettari e oltre al centro la popolazione è grosso modo concentrate in tre frazioni: Rinella, Sauro-Crocevia, Matini-Casette. Le attività del comune di Ficarra erano legate all’agricoltura con la produzione olivicola, del nocciolo, del vigneto e nell’immediato dopoguerra degli agrumi. Anche l’artigianato offriva sbocchi occupazionali non indifferenti. Ad iniziare dagli anni sessanta queste due attività economiche trainanti entrarono in crisi senza essere sostituite da altre attività. Gli sbocchi occupazionali vengono oggi forniti dal pubblico impiego, mentre la mano d’opera qualificata trova lavoro nel settore edile e manifatturiero nei comuni della costa, in particolare a Brolo. Particolarmente in crisi è l’occupazione giovanile. Il paese è popolato prevalentemente da persone anziane. Si intravede la possibilità che il settore turistico-ricettivo, integrato con la riqualificazione di prodotti agricoli locali, possa fornire sbocchi occupazionali. In questo senso una grossa occasione di stimolo è stata fornita dal Giubileo che è riuscito a proiettare l’immagine di un paese impegnato nel settore culturale. Oggi l’obiettivo è quello di modernizzare il paese senza cancellare il passato. Obiettivo che Ficarra insegue da alcuni anni per darsi un futuro economico, senza tuttavia rinunciare alle sue tradizioni e ai suoi valori. |