ISTITUTO COMPRENSIVO
"Carlo Incudine"
Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di 1° Grado
Opera sui Comuni di Naso e Ficarra
 
Home Dove Siamo Albo Pretorio Contatti
Via Convento, 1 - Naso (Me) - Tel. 0941 961156 Fax 0941 960121 C.F. 95008310831
Cod. Mec.MEIC80700V E-mail: MEIC80700V@istruzione.it - meic80700v@pec.it

Il contenuto di questa pagina richiede una nuova versione di Adobe Flash Player.

Scarica Adobe Flash Player

elenco puntato  Plessi
elenco puntato  Team Docenti
elenco puntato  Organigramma
elenco puntato  Personale ATA
elenco puntato  Consiglio d'Istituto
elenco puntato  Privacy
elenco puntato  Bandi e Gare
elenco puntato  PON
elenco puntato  E-mail
Naso
Sorge su un colle nel primo entroterra dei monti Nebrodi a 495 metri di quota s.l.m. L'aria salubre ed incontaminata, l'incanto dei molteplici paesaggi, le "chiari fresche e dolci acque" delle innumerevoli sorgenti, la cortesia e la siciliana cordialità della gente, si sublimano, nello scorrere lento e monotono del tempo, in una girandola di sensazioni di incomparabile suggestione. Molte grandi e famose città del passato devono la fortuna al fatto di essere state fondate da divinità. Naso non sfugge a questa regola essendo stata fondata nel 1218 a.C. da Agatino figlio di Eolo, il Dio dei venti. Si chiamò Agatirsi. Fu città importante e popolosa, narrano Tito Livio e Plinio, ed intorno all'anno 901 d.C. fu distrutta dai Saraceni. Numerose sono le teorie circa la provenienza del nome le più provabili secondo alcuni Naso deriva dal greco Nesos (isola, perché a vederlo da lontano sembra proprio un isolotto affiorare delle verdi e lussureggianti vallate); secondo altri, invece, il nome deriverebbe dall'arabo Nasu che vuol dire dimenticato come a voler testimoniare il desiderio degli scampati di dimenticare le orde Saracene che avevano distrutto Agatirside. Nel corso dei secoli Naso subì le dominazioni dei Saraceni, Normanni, Aragonesi e fu prima Baronia e  poi, sotto Carlo Ventimiglia Contea. Fu Città fortificata da mura che la circondavano da buona parte del suo perimetro; vi si accedeva attraverso cinque porte delle quali una è ancora visibile nella zona orientale della città mentre nulla resta dell'antico castello se non il nome dell'omonima passeggiata. Le origini e il passato di Naso non hanno prodotto, però, solo storia ma anche arte e cultura molte opere sono ancora visibili ai nostri giorni. Da visitare la chiesa Madre dei SS. Apostoli Filippo e Giacomo, all'interno si possono ammirare: la cappella di Maria del Rosario, proveniente dalla distrutta chiesa di S. Pietro dei Latini ed è in marmo stile barocco; il simulacro marmoreo di S. Maria degli Angeli, opera del Gagini; il Crocifisso ligneo di scuola Napoletana eseguito nel 1642. Lungo il Corso Umberto si può visitare la Chiesa di S. Pietro, continuando il percorso si arriva in Piazza Lo Sardo sede del Municipio. Passando per Piazza Parisi, sede del Banco di Sicilia, si arriva al Belvedere Grande; guardando verso nord si vedono le isole Eolie e dall'altro lato l'Etna. naso Percorrendo Via Convento vista panoramica della Chiesa S. Maria del Gesù con relativo Convento dei frati minori Osservanti, da vedere i ruderi del Chiostro, il portale d'ingresso in stile gotico datato 1475, l'altare ligneo scolpito ed intarsiato nell'anno 1694, la Madonna Gaginesca del XVI secolo, la Tomba del Conte Artale Cardona, fondatore del convento. Il percorso continua proseguendo per via Cibo dove si incontra una delle cinque porte che racchiudevano la cinta muraria, la cui costruzione risale al XVI secolo. Passando per Largo Tenente R. Origlio, si arriva alla chiesa del SS. Salvatore ubicata al centro dell'omonimo quartiere, si segnala per la facciata barocca il sagrato in cotto "Nasitano" e per la doppia torre campanaria; al suo interno: trittico marmoreo di Antonello Gagini, quadro ad olio di S. Girolamo eseguito dal Camarda nel 1626, custodia marmorea di N.S. di Portosalvo, statua in legno dipinto raffigurante la Madonna col Bambino. Continuando per le vie della città si possono notare i vari portali in pietra dagli antichi scalpellini Nasitani, proseguendo verso Largo Leopardi per la via Aragona si può vedere l'ex Carcere di Naso (dal 1942 al 1970). Oggi ristrutturato e chiamato Palazzo Aglié dal nome dei suoi fondatori (Famiglia Aglié). Il Palazzo Aglié è uno dei più antichi e ragguardevoli per le ricchezze di valori architettonici ed ambientali caratterizzato da un bellissimo portale bugnato con stemma nobiliare, la costruzione risale al XVI secolo. In fine lungo la via Marconi, si arriva alla piazza che accoglie la Chiesa di S. Cono, Santo cittadino e patrono del paese. Il Santuario si sviluppa su due piani, la chiesa vera e propria ci offre una struttura a tre navate, sorrette da colonne in arenaria, al suo interno: quadri d'autori vari del '600, cripta delle reliquie situate nelle catacombe della Chiesa e costruita fra il 1667 e il 1725 in stile barocco è uno dei "pezzi" migliori dell'arte a Naso, tappa obbligatoria per turisti.
  Il Territorio
Sorge su un colle nel primo entroterra dei monti Nebrodi a 495 m di quota s l.m. Nell'aria salubre ed incontaminata, l'incanto dei molteplici paesaggi, le chiaredelle innumerevoli sorgenti, la cortesia e la siciliana cordialità... leggi tutto

Le origini di Ficarra si perdono nel tempo. Nelle località di “Pallisa e Strummo” non è difficile imbattersi in piccoli frammenti di terracotta del periodo greco.Le prime notizie dell’esistenza di Ficarra risalgono al 1092...lleggi tutto

   
  Progetti
    A.S. 2010/2011
   
   
   
   
   
   
   
   
   
   
© 2010 Sipafweb - Tutti i diritti riservati

Valid XHTML 1.0 Transitional

CSS Valido!